Smart Working

Nell’ambito delle disposizioni in materia di comunicazioni obbligatorie relative al lavoro agile, il disegno di legge sul lavoro, conferma e formalizza l’obbligo per i datori di lavoro di comunicare per via telematica i nominativi dei lavoratori, la durata e le modalità con cui le parti si sono accordate per poter lavorare in modalità “smart”.

La comunicazione deve essere inviata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  entro il termine di 5 giorni dalla data di avvio del lavoro agile, ovvero entro i 5 giorni successivi in caso di modifica o cessazione.

Sono quindi confermate:

  • le attuali modalità di comunicazione
  • le sanzioni, ovvero l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato in caso di assenza o ritardata comunicazione

Come comunicare smart working 2023?

La comunicazione telematica dovrà avvenire mediante l’applicativo messo a disposizione dal Ministero www.cliclavoro.it oppure mediante i servizi telematici API REST. L’accesso è consentito alle aziende tramite autenticazione SPID e CIE. In alternativa è possibile adempiere all’obbligo di legge tramite intermediari abilitati tra cui i Consulenti del Lavoro.

Sempre il Ministero del Lavoro, attraverso il proprio sito, ha informato che è disponibile anche una modalità per l’inoltro massivo delle comunicazioni che consente di assolvere ai predetti obblighi in modo più semplice e veloce inviando un file Excel.

Sistema sanzionatorio

Le nuove disposizione, oltre all’obbligo di comunicazione telematica al Ministero del Lavoro, con le modalità sopra elencate, conferma l’aspetto sanzionatorio ovvero l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato in caso di assenza o ritardata comunicazione.

La prossima scadenza per lo smart working

Si ricorda infine che il prossimo 31 dicembre 2023 verrà a scadere il diritto per i lavoratori fragili, dipendenti pubblici e privati, al lavoro agile.

La legge di Bilancio 2023, come modificata dal D.L. n. 132/2023, ha previsto infatti, fino al 31.12, che per i lavoratori fragili, il datore di lavoro deve assicurare lo svolgimento della prestazione lavorativa in smart working anche attraverso l’adibizione a diversa mansione compresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi di lavoro vigenti, senza alcuna decurtazione della retribuzione in godimento, ferma restando l’applicazione delle disposizioni dei relativi contratti collettivi nazionali di lavoro, ove più favorevoli.

Inoltre il 31 dicembre, salvo eventuali proroghe, verrà meno anche il diritto al lavoro agile per:

  • I lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio dal virus SARS-CoV-2
  • I genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni. Per questa ultima categoria il diritto è subordinato alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

ATTIVITÀ